Il nuovo romanzo di Alessia in anteprima su lemienotizie.com

Uscirà a puntate sul sito lemienotizie.com il nuovo romanzo di Alessia Biasiolo, scritto appositamente per la lettura agevolata da telefonino, tablet, pc.

Poche le anticipazioni sul libro: “Si tratta di un romanzo giallo che si articola con vari personaggi riuniti da un argomento comune”, spiega l’autrice, “e per conoscere l’interesse dei lettori, al di là del banale ‘mi piace’, viene chiesto per la maggior parte delle pagine di chiedere il finale, in modo da poter conoscere la storia comodamente nella propria posta elettronica”.

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Un nuovo libro di Alessia Biasiolo

E’ stato presentato nei giorni scorsi presso la Sala dei Giudici di Palazzo Loggia a Brescia, il nuovo libro di Alessia dal titolo “Ieri e Oggi. Brescia e la sua Birra”. Un lungo lavoro di ricerca, minuzioso, tra archivi e documentazioni private inedite, e un impegnativo lavoro di ricerca bibliografica e iconografica. Le immagini nel volume di 224 pagine, hanno un ruolo importante come fonti e come storia esse stesse. Partono da foto di erbari del ‘500 e del ‘600, a foto di clichè di stampa, a fotografie dell’archivio privato di Alessia Biasiolo e di Renato Hagman. L’immagine bellissima della biblioteca di Celsio ad Efeso, ad esempio, o della luna che si specchia sul lago per introdurre il primo capitolo, in cui si narra la nascita della birra nella “notte dei tempi”. Poi foto di Brescia, di documenti privati storici di archivio, parte della collezione dell’autrice raccolta durante le sue ricerche. Foto del locale storico di Brescia, l’Antica Birreria Wuhrer, del quale si raccontano gli ultimi venticinque anni durante i quali, grazie alla gestione della Società 5 Stelle che ha voluto il libro nella figura del presidente Leo Ruocco, la struttura e gli arredi si sono mantenuti quanto più gli stessi dal rifacimento che quest’anno compie cinquant’anni.

Tuttavia, lo scritto non è meno dell’ampio apparato fotografico. Lo stile è storico e giornalistico, per illustrare retroscena di scelte industriali che hanno portato Brescia ad essere la città della birra, in Italia, per eccellenza. Spesso parlano i giornali del tempo, i protagonisti, la gente comune. Vengono spiegati gli anni del dominio austriaco in Italia o del proibizionismo in America; il peso della tassazione sui territori del neonato Regno d’Italia e lo sviluppo industriale post bellico; il peso della guerra nell’evoluzione scientifico-tecnologica e i devastanti conflitti mondiali dei quali ricorrono importanti anniversari.

Non mancano i festeggiamenti, le Miss che sfilano all’Antica Birreria nelle selezioni per Miss Italia, la festa della spillatura della birra e le scelte di perfezionare sempre più una bevanda dalle spiccate qualità benefiche. Un libro tutto da leggere e da bere, dunque!

PARLA LEO

Stati emozionali in bambini sieropositivi

tratto dalla tesi di laurea

LA RICERCA

SCOPO DELLA RICERCA

Scopo della ricerca è mettere a fuoco il pattern emozionale dei bambini sieropositivi o malati di AIDS, per verificare se la loro condizione di malati cronici, oppure la loro periodica condizione di ospedalizzati, incide sul quadro emozionale globale che manifestano.

Allo stesso tempo la ricerca vuole verificare se, e come, è la condizione familiare spesso traumatica vissuta dai bambini sieropositivi o malati di AIDS ad incidere maggiormente sul loro stato emozionale.

IPOTESI DELLA RICERCA

Per condurre la presente ricerca si è ipotizzato che i bambini sieropositivi, in virtù dell’infezione particolarmente grave che affligge il loro sistema immunitario, manifestino un quadro emozionale diverso da quello dei bambini non affetti dalla patologia da HIV. Che la diversità del quadro emozionale si manifesti con durata inferiore delle emozioni ‘positive’ quali interesse e gioia e superiore delle emozioni ‘negative’, quali tristezza e dolore, rispetto ai bambini sani. Che il periodico ricovero nei reparti del Day Hospital incida sulle manifestazioni emozionali dei soggetti sieropositivi causando una diversità di durata delle manifestazioni emozionali in virtù dell’abitudinarietà del ricovero.

Allo stesso tempo la ricerca ipotizzava una rappresentazione di sé del bambino sieropositivo come malato ed una rappresentazione sofferta della famiglia, volendo verificare se la manifestazione di un quadro emozionale ‘negativo’ dei piccoli sieropositivi era dovuta all’ambiente traumatico nel quale si trovano a vivere più che allo scompenso immunitario creato dall’infezione dalla quale sono colpiti.

LA RICERCA

La ricerca si è svolta presso la Clinica Pediatrica dell’Ospedale Civile di Brescia diretta dal prof. Alberto Ugazio, coadiuvato da un’equipe di pediatri, neuropsichiatri, psicologi, assistenti sociali.

Se desideri conoscere il testo della ricerca, invia una richiesta scritta.